Innocenti famiglie

Storie di famiglie, storie di sofferenza innocente. In ognuna delle nostre case c’è un racconto di dolore che non trova spiegazione. Far famiglia è sempre un mettere al sicuro i propri figli fuggendo, come Giuseppe, da violenza, pericoli o dal vuoto di un benessere che li rende molli come larve. Non hanno fatto nulla di male eppure soffrono, quelli che amiamo, e non ce ne diamo ragione perché non ne ha. Giuseppe, se l’avesse saputo, avrebbe cercato di salvare anche gli altri bambini. Erode invece cercava di salvar se stesso da un bambino. Fanno paura anche oggi i bambini, con la loro presenza paradossalmente ingombrante. Incapaci di educarli, ne diventiamo schiavi per poi pentirci d’averli messi al mondo. Meglio allora difendersene evitandone la nascita o parcheggiandoli qua e la, magari davanti un tablet che gli succhia il cervello. Sante famiglie, quelle che ancora credono nell’amore, nell’andare contro corrente, nel proporre ai figli gesti di attenzione ai poveri e di accoglienza ai soli. Santi sposi quelli che riescono a coltivare una vita interiore, dove Dio gli possa parlare come a Giuseppe l’angelo, per capire di giorno in giorno quali passi compiere per salvare i figli dal male.

Santa Famiglia Mt 2  i magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.

Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamentogrande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più.
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».