

Chi sei? Chi sei? Chi sei? chiedono ben tre volte a Giovanni Battista aggiungendo nomi e suggerendo risposte. Finché lui spiega: io sono voce. Voce di uno. Di uno che grida nel deserto. Non afferma di essere uno che grida, ma d’essere la sua voce. A chi dunque si riferisce? Chi grida nel deserto? Forse allude a Dio o ai poveri. Forse a entrambi. Di solito ognuno grida per sé, cercando di sovrastare la voce altrui. Vi è però chi grida ma non è udito. Grida nel deserto della solitudine, nel deserto della povertà. Chi udirà mai la voce di chi non ha importanza, di chi è così piccolo da non poter essere udito? Occorre essere come Giovanni. Essere voce di chi grida nel deserto.
Gv 1,19-28 Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.