
Venne a Nazaret, dove era cresciuto. Quindi non aveva tagliato i ponti con i suoi e il suo villaggio. Era partito e viveva a Cafarnao, ma ciò non significava per lui dimenticare casa. Aveva semmai allargato i confini di Nazaret. Per lui tutto il mondo era Nazaret, così come ogni uomo e donna erano per lui padre e madre e fratello e sorella. Noi nel nome di Dio vediamo chiedere tagli, abbandoni, rinunce. Lui non lasciò mai nessuno, né tagliò e rinunciò a nulla. Lui, Gesù, univa, coinvolgeva, estendeva. Le pareti della minuscola sinagoga di Nazaret quel giorno si allargarono sino ai confini del mondo. Chi era lì ad ascoltarlo restava meravigliato delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca. La forza dello Spirito usciva da lui ed una luce pacifica e fortissima si espandeva mentre lui confidava a tutti la propria missione: portare ai poveri il lieto annuncio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà.
Lc 4,14-22 Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.