Parola e polvere

Cosa significa che Gesù insegnava come uno che ha autorità, e non come gli scribi? Cosa facevano gli scribi quando insegnavano e predicavano? Citavano. Il loro parlare era una continua citazione di rabbi saggi e famosi. Libri, tradizioni, insegnamenti altrui, tutto a sostenere la loro predica. Facendo così credevano di dare fondamento autorevole al loro parlare, in realtà trasmettevano un senso di insicurezza. Pareva che il loro insegnamento non venisse da una personale assimilazione della Bibbia e degli studi che citavano. Essi erano ancora lì, sul quaderno degli appunti, nella memoria dello studente. Quando invece ciò che si è appreso entra a far parte della nostra stessa mentalità, si parla e basta, con naturalezza, miscelando tra loro pensieri altrui e personali intuizioni. Possibilmente con l’aiuto del grande Suggeritore che è Dio Spirito Santo. Si avverte allora, ascoltando, un senso di autorevolezza che non viene dalla presunzione di essere originali ma dalla certezza di essere figli. Quando siamo venuti al mondo non sapevamo nulla e tutto ci è stato trasmesso da altri. Ma altro è citare come un giovane teologo fresco di studi, altro è parlare dopo aver masticato Parola e polvere sulle strade di questo mondo.

Mc 1,21-28 Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.