Tendi la mano

da DILI, TIMOR EST   I trasporti pubblici, in città, sono effettuati dai “microlet”, piccoli pulmini variopinti colmi di persone e musica. Ieri ho fotografato questo, che ricordava a tutti la visita di Papa Francesco a Timor. Un uomo che ha teso la mano a tutti e che tutti hanno cercato di afferrare. Con alcune eccezioni, perché chi tende la mano e insegna a farlo non sempre è gradito. Tendi la mano!, ordina Gesù all’uomo dalla mano paralizzata. E subito tennero consiglio per farlo morire. Proprio così, perché insegnare che fare del bene viene prima di tutto e che non può mai essere vietato, può costare la vita. Se ha dei limiti, se è reso ragionevole, il bene si può fare. Quando è incondizionato spaventa, eppure è l’unica via di guarigione dalle nostre paralisi.

Mc 3,1-6  Gesù entrò di nuovo nella sinagoga (di Cafarnao). Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.