Salì

da DILI, TIMOR EST  Ieri ci chiedevamo cosa avrebbe fatto Gesù di fronte alla folla schiacciante. Dopo essere salito su una barca, così da vedere i problemi dalla giusta distanza, salì poi su un monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Ecco cosa fa Gesù: organizza il grande lavoro contro il male coinvolgendo altri. D’ora in poi non penseremo più a Gesù senza pensare anche ai suoi Dodici Apostoli. Saranno sempre insieme. Il Cristo fatto uomo, la potenza creativa di Dio, non vuole affrontare da solo i problemi dell’umanità. Coinvolge invece l’umanità stessa nell’opera di soccorso e di salvezza. Predicare, curare, scacciare i demoni, non saranno più prerogative divine o meglio: continueranno ad esserlo ma saranno affidate anche a noi. Così persino la malattia e la miseria saranno causa di opere d’amore affidate alle nostre mani che, se stanno ferme, si paralizzano.

Mc 3,13-19 Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.