Come cani

da DILI, TIMOR EST  Qui è ancora così. I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole cadute. I giovani che sono stati in Europa raccontano agli amici increduli che “da loro i cani sono considerati persone, amati e accuditi come figli”. Ma il problema non finisce qui. Peggiora quando a raccogliere le briciole come cani sono i figli. Bimbi che cercano qualcosa di recuperabile nella spazzatura, come quelli in foto. Intere nazioni che vivono dello scarto, che sono uno scarto. C’è davvero un demonio da scacciare e il suo nome è cecità. Donaci occhi Signore, inquieta le nostre coscienze. Inquietale della santa inquietudine di Gesù che “mai si chiuse alle necessità e alle sofferenze dei fratelli. Con la vita e la parola annunziò al mondo che Tu hai cura di tutti i tuoi figli”.*

*preghiera eucaristica V/c rito romano

Mc 7,24-30   Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

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