Solitudine

da TIMOR EST   Non un volto sfigurato da digiuni disumani. Non volti tesi nello sforzo di piacere a Dio e agli uomini. La terra è già colma di persone sfigurate da ogni dolore. Vogliamo forse aumentarlo? C’è sete di volti luminosi come il sole, sorridenti come bimbi. Volti di chi prega, di chi ha imparato che la forza viene dai minuti vissuti immobili davanti a Dio. Una preghiera così semplice che è ridotta al respiro, allo stare qui ed ora. Se solo lo credessimo, se solo ci provassimo. Ci riuscirono dei pescatori, abituati a preoccuparsi del domani, a immaginarsi il fondo del mare. Riuscirono a fermarsi e videro il cielo. Possiamo anche noi. Il sacri-ficio di Quaresima è fare-sacro del tempo da dedicare a Te. Con Te. Non si prega mai da soli: si prega sempre in solitudine con Gesù.

Mt 17 Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».