
da DILI TIMOR EST Molte pagine del vangelo sono rimaste inascoltate, altre sono così difficili che resteranno un miraggio. Questa però batte ogni record. Non è rimasta una pagina di carta, quello no. Il fatto è che è stata praticata letteralmente al contrario. Non fatevi chiamare maestro, padre, guida. Siete tutti fratelli di un solo Padre, sotto la guida di un solo Maestro. La fraternità universale, ecco cosa è venuto a insegnare Gesù. La cosa più difficile al mondo. Perché al mondo piace dividere le persone in categorie, creare caste, ordini, schiere. Angeli e arcangeli e poi preti, arcipreti e arcivescovi. Qui al prete invece che fratello, come ordina Gesù, si dice “amo”. Lo usavano gli schiavi per rivolgersi al guardiano nelle piantagioni portoghesi in Brasile. Serve dire altro? Perdonaci Signore. Perdonaci e intervieni.
Mt 231-12 Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
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