Il confronto

da DILI, TIMOR EST   C’è sempre la tentazione del confronto. Il divisore, che si dice diavolo, cerca sempre un passaggio per intromettersi tra chi è unito. Divide et impera, dicevano i romani, dividili e li comanderai. Dunque fuggire, sempre fuggire, mai ascoltare chi ci confronta ai fratelli e dice di preferirci a loro. È legittimo avere preferenze, ma è pericoloso dirlo. Chissà se qualcuno aveva ingenuamente e sinceramente detto a Gesù “tu mi ispiri mentre quello che chiami Padre mi intimorisce, i tuoi insegnamenti sono semplici mentre quelli della Legge non mi danno nulla”. Insomma: Gesù fu tentato di sentirsi migliore di Dio? Subito conferma l’unità col Padre suo: Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. Gesù fugge e zittisce chi, pur in buona fede lo vorrebbe seguire in alternativa al Dio d’Israele. Era uno-con-Dio, inseparabile.

Mt 5,17-19   Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

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