Libertà?

da DILI, TIMOR EST    Ognuno si lamenta del suo male: il povero della povertà, il malato della malattia, chi è solo della solitudine. Eppure accade qualcosa di misterioso. Il male con cui siamo costretti a convivere per anni ci diventa a tal punto familiare che, quando siamo vicini a distaccarcene, non ci riusciamo. Il povero torna ai suoi cenci, il malato non segue i consigli e chi è solo rifiuta gli inviti. Forse più che la sofferenza ci spaventa la novità. Ci mette meno angoscia un dolore noto di un futuro di libertà che però non conosciamo. Sono meccanismi inconsci ma, se li scopriamo, ce ne possiamo liberare e guarire davvero. Guardate questo uomo come risponde a Gesù che gli domanda se vuol guarire. Non gli dice né sì né no, ma gli elenca il suo male, il suo compagno di vita. L’unica cosa per lui certa era la barella. Gesù gliela toglie e lo rimette in piedi completamente sano, con un futuro tutto da ricostruire dopo trentotto anni. Leggete fino alla fine questo vangelo. Quell’uomo non gradisce la guarigione e denuncia Gesù a coloro che da quel giorno iniziano a perseguitarlo.

Gv 5,1-16 Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

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