
da DILI TIMOR EST Non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato. Parole misteriose e bellissime, in questa festa dell’Annuncio a Maria. Qui l’antica religione ancora si fa sentire forte. È tutto un sacrificare. Le tappe della vita, le nozze, la morte, le importanti decisioni e persino i debiti rimasti in sospeso coi defunti, tutto passa attraverso sacrifici di animali, offerte di stoffe pregiate, denaro. Il cristianesimo non ha cambiato granché. Sappiamo bene quanta forza abbia ancora per noi l’idea del sacrificio: digiuni, fioretti, sassolini nelle scarpe, sforzi di volontà d’ogni genere. Mi hai preparato un corpo e con questo corpo amerò. Ecco, il mio sacrificio sarà il mio stesso corpo. Non perché mi butterò nel fuoco, ma perché farò sacra la mia incarnazione, la mia vita umana. La mia vita su questa terra, vissuta in questo corpo e questo sangue, sarà fatta sacra – sacrificata – dalle opere di misericordia che compirò. Non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
ANNUNCIAZIONE Eb 10,4-10 Fratelli, è impossibile che il sangue di tori e di capri elimini i peccati. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice:
«Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito
né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: “Ecco, io vengo
– poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –
per fare, o Dio, la tua volontà”».
Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.