La vita

da DILI, TIMOR EST   Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno. Che belli questi due verbi, queste azioni di occhi e cuore: osservare e vedere. Osservare la Parola significa molte cose: obbedire, praticare, stare sottomessi alla Parola di Gesù. Ma anche guardarla. Semplicemente guardare con interesse, osservare, la Parola. E questa Parola di Gesù, poco alla volta, giorno dopo giorno, modifica lo sguardo, cambia la vista. E anziché morte si vede vita, si vede il giorno di Gesù, ogni giorno lo si vede operare invisibile ma vivo. Gli occhi e ogni nostra attenzione si allenano e selezionano. Lasciano andare tutte le tracce di morte e vedono tracce di vita anche nelle più miserabili situazioni. È la speranza che viene a Dio.

Gv 8,51-59  Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

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