Terra nuova

da DILI, TIMOR EST  Non contenti della risposta di ieri, i farisei incalzano con altri confronti e giudizi. Forse che il vino nuovo di cui parli consiste nell’infrangere le regole? Allora il discorso si sposta e si complica, facendosi sempre più fine. Cosa è una regola morale religiosa e a chi serve? C’è una gerarchia tra le varie regole o hanno tutte la stessa importanza? Questioni di cui la stragrande maggioranza della gente, soprattutto giovane, non sa proprio che farsene. Per molti infatti la Chiesa (e spesso anche il Vangelo) sono un po’ come un aperitivo. Si prende ciò che ci va e si lascia ciò che non ci piace. Il rischio è di non assaggiare mai nulla di nuovo, riducendo il Vangelo ad un caffè domenicale dopo Messa, se ci si va. Il vangelo è invece molto più ampio di quanto immaginiamo, è come una terra straniera che riserva sempre sorprese a chi non la teme e a chi non crede di conoscerla già.

Mc 2,22-28   di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Ognuno ha il suo cammino

da DILI, TIMOR EST  “Padre,  perché non veste mai col colletto romano?”, chiedevano ogni tanto ad un mio amico. “Per scoprire chi non si fa gli affari suoi!”, rispondeva astuto. Questi digiunanti tenevano un occhio al proprio piatto vuoto e l’altro a quello pieno dei discepoli di Gesù e gli chiesero: Perché i tuoi discepoli non digiunano? “Per scoprire chi non è in pace con le proprie scelte e vuole controllare gli altri”, avrebbe potuto rispondere imitando il prete ribelle. Verrà il digiuno anche per loro, disse, ma ognuno ha il suo percorso, il suo cammino e i suoi passi a tempo debito. A ciascuno il suo abito, chi vecchio e chi nuovo. Indossalo e taci. Se hai preso le giuste misure, ti andrà bene. Non stupirti se gli altri portano un abito diverso. Porta il tuo, se davvero lo è. Se invece lo indossi forzatamente e digiuni e preghi per paura di fare diverso, allora prima o poi si strapperà qualcosa dentro te. Non sarai più nella pace di chi ascolta il proprio maestro, ma nella tensione di chi vorrebbe tutti uniformati per evitare di scegliere di che stoffa essere.

Mc 2,18-22    i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Ieri sono arrivato a Dili, Timor Est, e il comitato d’accoglienza era questo. Erano appena venuti a restituire la nostra carriola, presa in prestito per andare a raccattare legna lungo la strada. Pioveva fortissimo, come vedete dai loro volti bagnati, ma loro la prendevano senza problemi. Chiedevano quando inizieranno i corsi di inglese perché vogliono iscriversi tutti…

Acqua e Spirito

da Aeroporto di BALI, INDONESIA   Siamo in giro per il mondo, circondati da gente che va ovunque. Ma il vangelo riporta il cuore al Giordano, ancora al battesimo di Gesù, dove ogni viaggio nel suo nome ha inizio. Giovanni Battista e Gesù, l’acqua e lo Spirito, la penitenza e la rinascita. Il nostro Battesimo è nell’acqua e nello Spirito. L’immersione nell’acqua cancella le colpe e mostra pubblicamente la promessa di ricominciare con una nuova vita resa possibile dallo Spirito. Quando si immerge un bimbo piccolo, si rinvia il sigillo dello Spirito ad un secondo momento quando, ormai cresciuto, sarà unto con l’indelebile crisma confermando così la scelta del Battesimo. Quando invece a ricevere il Battesimo è un adulto, la pienezza dello Spirito è donata non appena esce dall’acqua. Proprio come accadde a Gesù, sotto gli occhi di Giovanni.

Gv 1,29-34  Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Oggi è previsto il mio arrivo a Timor Est. Potete seguire ogni evento tramite Instagram dove pressoché ogni giorno pubblico foto, video e informazioni varie. Scaricate gratuitamente la App Instagram. Non è necessario pubblicare foto e potete usarla per seguire buonodentrobuonofuori

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Folla

da TAIPEI, TAIWAN C’era una folla lungo il mare e Gesù in questa folla vide Levi e gli cambiò la vita. Che sia una folla lungo il mare o un mare di folla, Lui non ci perde mai di vista. Seguimi, seguimi ci dice ad ogni passo. In casa, al lavoro o in giro per il mondo, noi lo seguiamo. Lui sa il nostro nome. Non siamo mai soli. Per lui non siamo mai uno della folla. Ci chiama per nome.

Mc 2,13-17 Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Cammina

Prendi la tua barella e cammina. Così come sei, cammina. Dio non sceglie i perfetti ma i guariti. Ti sono perdonati i peccati, cammina. Dio non chiama gli impeccabili ma i colpevoli che si lasciano assolvere. Prendi la tua barella, il tuo passato, la tua storia, e cammina. Cammina come puoi, al passo che riesci, col fiato che hai. La vita non è una gara, anche se tutto te lo fa credere. Non è un concorso, anche se tutti nascondono i propri difetti. Sii quello che sei, non vergognarti della tua storia perché è la tua storia che ha fatto di te ciò che sei. E non dimenticare che gli altri ti vogliono bene. Non tutti, certo. Ma quattro amici che ti portano a spalla il Signore te li invia. Non sei solo. Non stare a terra a contemplare le disgrazie che ti paralizzano. Prendi la tua barella e cammina. Tu puoi camminare. Puoi portare a spalla chi sta peggio di te.

Mc 2,1-12 Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Oggi inizia il lungo viaggio verso Timor Est. Milano – Roma – Taiwan – Bali – Dili dove dovrei arrivare domenica 18 gennaio. La Locanda continuerà regolarmente, salvo problemi tecnici.

Diffondi

Non è l’unico caso in cui Gesù chiede a un miracolato di non dire niente a nessuno. Come è possibile tacere un miracolo e perché lo chiedeva? Resta un mistero. Io invece ti chiedo altro, alla vigilia di una nuova partenza per Timor Est. Perché tu che leggi ogni giorno la Locanda, non provi come questo uomo a proclamare e divulgare il messaggio del Vangelo? Ogni lettore anziché essere come un capolinea a cui il messaggio si ferma, potrebbe a sua volta inoltrare il link a un gruppetto di persone. Quando ci accade qualcosa di bello infatti, non possiamo tenerlo per noi, ma lo dobbiamo raccontare. Non si tratta di aumentare i followers né di cavarne guadagni (a me questo sito non rende anzi, mi costa). Si tratta di aiutare altre persone a leggere il vangelo quotidianamente. Come papa Leone ha detto ieri: “Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione. Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui”. 

Mc 1,40-45 venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-01/papa-udienza-generale-dei-verbum-amicizia-dio-ascolto-preghiera.html

Bisogno

Tutti ti cercano!, dice Sinone a Gesù, e un po’ ci piacerebbe sentire le stesse parole. È dura infatti quando nessuno ci cerca e i pochi che si interessano a noi lo fanno solo quando hanno bisogno. Ma per Gesù non era diverso, basta leggere questa pagina con attenzione. La gente lo cercava perché aveva guarito malattie e scacciato demoni e forse è giusto così. Se gli avesse dato fastidio, non avrebbe operato guarigioni. Non dobbiamo avere paura di rivolgerci a lui solo nel bisogno. Se il nostro bisogno ci spinge a parlargli e ad avvicinarci a lui, così sia. E poi diciamocelo: abbiamo sempre bisogno. Impareremo a stare in dialogo interiore con lui anche in tempi di serenità e lo ringrazieremo e gli parleremo dei bisogni di altri.

Mc 1,29-39 Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

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Parola e polvere

Cosa significa che Gesù insegnava come uno che ha autorità, e non come gli scribi? Cosa facevano gli scribi quando insegnavano e predicavano? Citavano. Il loro parlare era una continua citazione di rabbi saggi e famosi. Libri, tradizioni, insegnamenti altrui, tutto a sostenere la loro predica. Facendo così credevano di dare fondamento autorevole al loro parlare, in realtà trasmettevano un senso di insicurezza. Pareva che il loro insegnamento non venisse da una personale assimilazione della Bibbia e degli studi che citavano. Essi erano ancora lì, sul quaderno degli appunti, nella memoria dello studente. Quando invece ciò che si è appreso entra a far parte della nostra stessa mentalità, si parla e basta, con naturalezza, miscelando tra loro pensieri altrui e personali intuizioni. Possibilmente con l’aiuto del grande Suggeritore che è Dio Spirito Santo. Si avverte allora, ascoltando, un senso di autorevolezza che non viene dalla presunzione di essere originali ma dalla certezza di essere figli. Quando siamo venuti al mondo non sapevamo nulla e tutto ci è stato trasmesso da altri. Ma altro è citare come un giovane teologo fresco di studi, altro è parlare dopo aver masticato Parola e polvere sulle strade di questo mondo.

Mc 1,21-28 Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Lasciate le reti

L’abbiamo detto ieri, guardando Gesù immergersi (battezzarsi) nelle torbide acque del Giordano. Non ha paura di calarsi nella nostra vita, di scendere là dove siamo sprofondati e tirarci fuori. Gesù è il grande pescatore di uomini. Una pesca subacquea per immersione, per battesimo. Senza fucile ma con una mano tesa verso la tua, che non riesci più a respirare e sprofondi. Non c’è luogo dove lui non possa raggiungerti, non c’è errore che lo tenga lontano. Se lo chiami, si getta in acqua a ripescarti. Tirato in salvo, ti insegnerà a fare altrettanto. Farà di te un pescatore di uomini.

Mc 1,14-20 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Facendo qualche conto, in questi due mesi in Italia ho avuto 41 incontri per un totale di 326 persone, sono entrato in 16 classi scolastiche e 4 gruppi di catechismo. Senza contare le varie celebrazioni.

Grazie a tutti per il vostro interesse alla nostra attività!

Battesimo

Questo è l’unico dialogo diretto tra Giovanni Battista e Gesù riportato nei Vangeli. Sembra di avvertire una certa complicità tra i due: lascia fare per ora, conviene così. Allora lo lasciò fare. Cioè Giovanni lasciò che Gesù si immergesse (=”battezzasse”) nel Giordano davanti a lui. Fu dunque una recita per motivare il popolo? No, il battesimo fu reale. Sia Gesù che Giovanni vissero quel momento con grande intensità. Così intenso e vero che lo Spirito si mostrò e la voce del Padre si udì. Fossero così vere le nostre messe, le nostre Comunioni! Si aprissero i cieli ad ogni nostra preghiera e vedessimo lo Spirito scendere e restare su di noi. Aumenta Signore la serietà della nostra preghiera.

BATTESIMO DI GESÙ Mt 3,13-17 Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».