Decidere

DILI, TIMOR EST   La giornata è tutta un cercare di capire ciò che è giusto fare e ciò che non lo è. Lo compro o non lo compro? Parlo o taccio? Gli do una moneta o un sorriso? Poi vi sono le decisioni più forti, che segnano una svolta. Un nuovo lavoro,  un cambio di casa, un matrimonio, una consacrazione.  Siamo come pescatori che separano i pesci buoni dai cattivi. Ignazio di Loyola, grandissimo uomo, chiamava tutto ciò “discernimento degli spiriti”. Insomma: l’idea che mi ronza in testa è suggerita dallo Spirito Santo o da uno spirito cattivo? Dato che la nostra specialità è cambiare idea in corso d’opera, converrà annotare questa regola ignaziana: “Mai, in tempo di agitazione, cambiare le decisioni prese in tempo di calma”. Tornata la calma, si può discernere se occorre un cambiamento di rotta. Ma ciò non va mai fatto con un temporale in corso. Non si va avanti solo se va tutto bene. Si va avanti perché è bene.

Grazie del tuo aiuto https://buonodentrobuonofuori.com/come-aiutarci/

S. Ignazio di Loyola fondatore dei gesuiti. Ringraziamo S.Ignazio perché attraverso il suo carisma abbiamo avuto grandi maestri spirituali tra cui i gesuiti Card Martini e Papa Francesco     Mt 13,47-53 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Pieno di gioia

DILI, TIMOR EST   Il regno dei cieli rende felici. Quando si scopre che si può vivere in costante relazione con un Dio buono, la vita cambia. L’ansia per il domani diminuisce, i rimpianti del passato diventano gratitudine, il presente è assaporato con più gusto. Il regno dei cieli non è dunque una questione di religione ma di relazione. Quando lo si scopre, si scopre un tesoro, una perla preziosa, un nuovo modo di vivere ogni istante di vita. Quando lo si trova, si trova la gioia. Non la allegria di un momento, ma la gioia costante. Si torna come bambini, diceva Gesù. Come loro capaci di giocare sempre, di vivere il presente, di fidarsi che qualcuno provvederà. Per questo quando vediamo un bimbo povero che ride, cadiamo in trappola: “Non hanno nulla ma sono più felici di noi”. Non sono più felici perché non hanno nulla. Sono più felici perché sono bambini, ecco perché. Poi crescono, a volte troppo in fretta, pensano al domani, e lo sguardo si rabbuia.

Segui BuonoDentroBuonoFuori su Instagram

Mt 13,44-46   Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Ai suoi piedi

DILI, TIMOR EST   Forse Maria quel giorno era così, con lo sguardo altrove. Il fuoco, le pentole, il pranzo (per Gesù!) non bastavano a richiamarla alla realtà. La sua realtà era un’altra fiamma, un calore indescrivibile ai sensi. Gesù la rasserenava, con lui non si sentiva mai sotto quel costante giudizio al quale amiamo sottoporci a vicenda. La parte migliore che non ci sarà tolta non è altro che quella vita che solo noi possiamo vivere. Concentriamoci dunque sulla nostra parte in questa terra, non su quella altrui. Senza dimenticare che Uno solo è in grado di suggerircela senza farci sentire giudicati. Stiamo ai suoi piedi non come schiavi impauriti ma come discepoli ammirati.

Diffondi tra gli amici la Locanda

Santi Marta, Maria e Lazzaro Lc 10    mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Ci parla in parabole

Dintorni di LOSPALOS, TIMOR EST     Dal giardino di casa, prima di partire, avevo raccolto con cura i semi dei fiori preferiti di mia nonna. Li volevo porre sulla tomba di una madre che conoscevo da anni e che avevo sperato invano di poter riabbracciare. Così li ho portati sin qui, in un villaggio introvabile persino sulle mappe. Mi domandavo dove il vento li avrebbe portati e se mai fossero adatti a questo clima. Rialzandomi ho notato che una piantina era già lì, fiorita ai piedi della tomba, a dirmi che i semi avevano un futuro. A volte crediamo di portare i semi del regno di Dio, ma poi scopriamo che Lui ha già seminato ed è lì che ci attende. Quando i nostri semi sono come i suoi, allora ci sentiamo in perfetta sintonia, nella sua piena volontà. Ogni giornata è una parabola di coincidenze che raccontano di un Dio che ci suggerisce le sue stesse idee e ad ogni istante ci fa sentire d’essere presente.

.

Mt 13,31-35 Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Pane quotidiano

Per

Per carenza di linea non si è caricato il video cammento al vangelo. Lo trovate sul canale Instagram. Appena possibile lo caricherò.

DINTORNI DI LOSPALOS, TIMOR EST   Pane, oggi si parla di pane, l’alimento più caro a Gesù. Qui però il pane non c’è, al suo posto si usa il riso. Giunto in questo piccolo villaggio circondato dalla foresta, l’ultima cosa che mi sarei aspettato era dunque sentire profumo di pane. Le ragazze della famiglia che mi ospita si sono trovate ad affrontare grandi difficoltà ma non si sono date per vinte. Si sono ingegnate, hanno provato e riprovato e ora sfornano ogni giorno il pane che vedete in foto. È  un continuo di ragazzini e gente che viene a comprare chi uno, chi due, chi tre pani da offrire agli ospiti come qualcosa di inusuale ed esotico. Mai lasciarsi vincere dalla tentazione di ritenersi perduti e dimenticati. C’è sempre del pane da preparare per riacquistare e distribuire speranza.

Lc 11,1-13 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Il tempo

DILI, TIMOR EST     I vangeli apocrifi ci hanno trasmesso i nomi dei genitori di Maria, i nonni di Gesù. Qui di nonni ce ne sono pochi, in un paese che vede quasi metà della popolazione minorenne. l’Italia ha invece il primato mondiale di denatalità e di vecchiaia. È sempre difficile capire a occhio l’età delle persone. Qui perché il duro lavoro, la scarsa alimentazione, l’assenza di medicinali, di riposo e di ferie, accelerano l’invecchiamento. In Occidente perché grandissime quantità di tempo e denaro sono investite al solo scopo di rallentarlo e nasconderlo. Quello che conta però è invecchiare bene, cioè crescere nella conoscenza di ciò che conta e di ciò che invece non ha importanza.

Santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù Mt 13,24-30   Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo:
«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.
Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.
E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”».

Discendere

DILI, TIMOR EST  Bisogna stare molto attenti a chiedere a Gesù di concederci di stare vicini a lui. Si può fare, ci mancherebbe, ma occorre sapere che lui frequenta luoghi e persone che a noi di solito non piacciono. Occorre pure sapere che il suo modo di intendere la carriera è diverso dal nostro. È discendente, non ascendente. Dunque lo ripetiamo: stare alla destra di Cristo è rischioso. Voi non sapete quello che chiedete – dice lui stesso – perché  tutto attorno a voi è carrierismo, salita al potere, dominio sui sottoposti. Avete trasferito questo sistema mondano persino nella Chiesa dove molti ancora si compiacciono di salire di grado, pavoneggiandosi nelle loro vesti paonazze buone solo per il carnevale di Venezia. Stare alla destra e alla sinistra di Gesù è bello e doveroso. Lui stesso ci invita a seguirlo da vicino. Ma sia chiaro: è tutta una discesa agli inferi.

Se la Locanda ti serve, non tenerla tutta per te ma diffondila!

San Giacomo Apostolo   Mt 29,20-28  si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Eccoti

DILI, TIMOR EST  Ve la ricordate la bambina che aiutava la mamma a vendere le cosce di pollo arrosto? Ieri, dovendo affrire cena a chi lavora per me, ne ho comprate dieci. Erano le ultime. 25cent l’una. La foto alla bambina l’ho fatta solo con gli occhi, mentre i suoi mi fissavano. Sul suo viso magrissimo sembravano ancora più grandi mentre non riusciva a contenere un enorme sorriso che è scoppiato in una risata. Il suo volto pieno di complicità mi diceva “eccoti, finalmente sei arrivato, è tanto che lo desidero”. Beati i miei occhi perché hanno visto i suoi, i miei orecchi che hanno udito le sue risa. Beato chi non resta insensibile a ciò che vede e ode. Ovunque, se guardi bene, c’è chi attende solo che ti fermi un istante.

Grazie a tutti quelli che ci stanno sostenendo! https://buonodentrobuonofuori.com/come-aiutarci/

Mt 13,100-17    I discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».

Scava e rimani

.

.

DILI, TIMOR EST  Questi studenti universitari ieri hanno scavato la buca dove verrà inserita la cisterna di scarico della cucina. Impossibile fermarli per una sosta, dirgli che era profonda abbastanza. Macché. Scava e scava, sono arrivati all’acqua. Tra le risa ho spiegato che non avevo bisogno di un pozzo ma solo di una buca. Eppure è proprio lì che dobbiamo arrivare, al livello profondo dove l’acqua affiora. Se ciascuno di noi scendesse nel proprio cuore fino a Dio, lì saremmo tutti una cosa sola. Le nostre radici attingerebbero alla stessa unica sorgente. Rimanete in me e io in voi. Rimanete uniti a me nel profondo di ogni istante e vi renderete conto che siete tutti connessi tra voi.

Gv 15,1-8 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Dove sei?

.

DILI, TIMOR EST  Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto!, dice Maddalena agli angeli piangendo. Ed è vero che ci sono dei luoghi dai quali sembra proprio che il Signore sia stato portato via. Mi sono trovato davanti questi tre bambini, velocissimi si sono avventati sulla spazzatura fresca come fosse un dolce portato in tavola. Le pannocchie in vendita sullo sfondo non sono alla portata delle loro tasche vuote. Di entrare nel negozietto sulla destra nemmeno se ne parla. La spazzatura. Per loro c’è la spazzatura. Voi vi starete ponendo mille domande e farete altrettante osservazioni. Io mi sto ancora chiedendo se questa foto l’ho davvero scattata io. A volte la città nasconde la realtà. I supermercati dopotutto vendono qualsiasi cosa e di belle auto in giro se ne vedono. Ma la miseria è forte, è lì a un passo da te mentre sali sul furgone. Va’ dai miei fratelli – dice Gesù – tirali fuori dalle sacrestie e mandali per le strade. Non chiedetevi dove mi hanno posto, ma dove il mondo ha posto i piccoli. Perché è là che mi troverete.

Foto dei lavori in corso https://buonodentrobuonofuori.com/

Santa Maria Maddalena Gv 20 primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.