
DILI, TIMOR EST C’è un solo modo per crescere e capirci qualcosa, in questa vita. Viverla nel segno di Giona. Gesù l’aveva capito e scelto: Come Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Insomma, non bisogna avere paura di lasciarsi mangiare dalla terra, dalla vita dell’umanità. Calarsi, dobbiamo scendere, lasciarci segnare dai chiaroscuri dell’esistenza. Non ci sono segni da attendere per capire quale vita valga la pena di vivere. La vita stessa è il segno. Perciò, ovunque tu sia, con chiunque tu stia: vivi. Sii consapevole di ciò che stai vivendo. Avverti nel corpo e nell’anima ciò che l’attimo ti dona e resta lì. Muori e risorgi ogni attimo, ogni respiro, ogni giorno. Vivi nel segno di Giona!
Mt 12,38-42 alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».








