Il vangelo ci chiede di volerci bene? Guarda il video https://youtu.be/MLVdqC1CRws


Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore! Voglio cantare, voglio svegliare l’aurora. Troveremo la gioia quando sapremo vivere concentrati sul momento presente, qui ed ora, come una bimba intenta a scartare una caramella. Ogni istante aprirà il passo al successivo e, attimo per attimo, arriverà la pace. https://lalocandadellaparola.com/youtube-locanda/

Aiutiamoci a restare nella gioia e non rattristiamo mai nessuno, nemmeno noi stessi. Il nostro è un mondo compresso e ci comprime. Come borse troppo piene che vengono chiuse a pugni, le nostre giornate scoppiano di impegni e cose giuste, a volte pure belle. Ma troppe, sono troppe. Non abbiamo imparato nulla dai lunghi mesi di isolamento. Non abbiamo imparato a rallentare, anzi. Come criceti continuiamo a girare a vuoto la ruota del tempo. E il vuoto non genera che ansia e depressione. La mia gioia sia in voi – dice Gesù – e la vostra gioia sia piena. https://lalocandadellaparola.com/youtube-locanda/

Ritorna. A tre giorni di distanza, il vangelo ci propone ancora queste parole, questa immagine. Io sono la vite, voi i tralci, il padre mio è l’agricoltore. Senza Gesù non possiamo fare nulla. Ma è pure vero che, senza di noi, non può fare nulla lui. Come la vite non fa frutto senza tralci. Abbiamo dunque un responsabilità non da poco!

Se ancora ci andate, fateci caso. Le parole del vangelo di oggi (vedi link qui sotto) sono entrate nella messa. Le pronuncia il prete dopo il Padre Nostro; le pronuncia davanti all’Eucaristia ormai presente sull’altare. Tutte le parole della messa sono rivolte a Dio, queste sono le uniche rivolte direttamente a Gesù. Pare che anticamente il sacerdote parlasse a bassa voce, in un dialogo personale con lui, presente nell’Eucaristia. Alcuni sacerdoti, ancora adesso, le pronunciano rivolti al pane e al calice. “Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.” https://youtu.be/LbXml4esG00

Chi vede me vede il Padre, dice Gesù a Filippo. Spesso nei vangeli leggiamo pure che ciò che facciamo agli altri è da considerarsi fatto a Gesù stesso. Dunque: chi vede gli altri, vede Gesù; chi vede Gesù, vede il Padre. E quindi è vero che chi vede gli altri, vede il Padre. Chi ama gli altri, ama Dio. Perché Dio è presente in ogni sua creatura. https://youtu.be/LbXml4esG00

Insieme, col tempo, si porta molto frutto. È solo con un gioco di squadra che si va lontano. Senza gli evangelisti, non sapremmo nulla di Gesù. Senza gli amanuensi e i traduttori, non saremmo stati raggiunti dalla Buona Notizia. Senza Gesù, avremmo continuato a immaginare un Dio severo e lontano. Io sono la vite, voi i tralci, il padre mio è l’agricoltore. Nessuno, da solo, può portare frutto. Guarda il video https://youtu.be/LbXml4esG00
Cosa significa “io sono la vite e voi i tralci“? Cosa voleva dirci Gesù? Guarda il video https://youtu.be/LbXml4esG00

La strada dunque non è qualcosa ma qualcuno. L’importante è camminare con lo stesso stile di chi ha aperto la via. Viviamo giorni in cui il mito è quello di andare da soli dove si vuole, salvo poi ritrovarci seduti sul divano. Qualcuno che sia una strada da percorrere: ecco chi cerchiamo, ecco di chi abbiamo veramente bisogno. https://lalocandadellaparola.com/youtube-locanda/

“Cosa sono io? Un malato, un ferito, un sofferente. Chi è lei? Una malata, una ferita, una sofferente. Tutti sono alle prese con le loro ferite, e per questo provocano a loro volta dolore e ferite negli altri”, dice il Buddha.* Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, dice Gesù. E tutti lo siamo. Aggiogarsi a lui non significa altro che fare come le bimbe della foto. Legarsi in amicizia e lasciarsi portare da lui. https://youtu.be/TuZxUmEaPsI
* V. Mancuso, I quattro maestri, Garzanti