
Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici rituali”. Io nel tardo pomeriggio di oggi partirò per Timor Est. Andrò a imparare. Molti credono che io vada a compiere opere di misericordia, ma è più sincero dire che vado a imparare. Imparare la differenza tra misericordia e sacrificio rituale, processioni, belle parole. È una differenza che a volte è lì, evidente e naturale, e viene spontaneo rifiutare i riti e rimboccarsi le maniche. Ma non bisogna smettere di imparare cosa vuol dire misericordia. E persino viaggiare lontano può diventare un rito da compiere ogni anno, solo perchè ci sembrerebbe strano non farlo. Andiamo tutti, ognuno là dove la vita lo chiama a camminare. Andiamo a imparare.
Mt 9,9-13 Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»
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