Tristezza

“Papi, domani a scuola posso piangere?” – “Ma perché dovresti piangere?” – “Così, soltanto un pochettino…”. Parlava così, una bimba di sei anni, la vigilia del suo primo giorno di scuola. Perché voleva piangere “un pochettino”? Anche i discepoli, sentendo Gesú, si domandano Che cos’è questo “un poco” di cui parla? E lui risponde State indagando perché ho detto “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? Sì, perché corre una bella differenza: vederti o meno significa per noi gioia o tristezza. E la tristezza e il dolore ci fanno paura proprio perché non sappiamo quando finiranno anzi, non ci pensiamo proprio ad una loro fine! Se ci sono è per sempre. E se invece avessero ragione Gesù e quella bimba? Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La tristezza è triste perché non pensiamo mai che sia solo “per un pochettino”.

Gv 16, 16-20

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