Che bisogno hanno due atomi di idrogeno di tenersi stretti ad uno di ossigeno per formare una molecola d’acqua? E come mai gli alberi si abbracciano al terreno impedendo che franino i monti? Che sarà questa forza che spinge ogni creatura a toccare le altre senza fluttuare isolata nello spazio? La storia dell’umanità può essere forse scritta come la storia dei mezzi di trasporto e di comunicazione. Cosa ci sarà dentro di noi che ci rende inquieti finché non sappiamo dov’è l’altro, finché non torna a casa e non ci abbraccia? Forse questo “qualcosa” è la parte di noi più bella, quella identica a Gesù. È questa parte di noi gemella di lui che ci spinge a ripetere di continuo le sue parole: voglio che quelli che mi hai dato siano con me dove sono io.
Gv 17, 20-25