Il Maestro quel che dice fa. Noi invece parliamo un po’ d’impulso, sicuri che non accadrà mai quanto diciamo. E se un giorno invece… Maestro esaudisci questa donna straniera! Ed egli rispose: “non sono stato mandato che alle pecore della casa di Israele”. E non le rivolse neppure una parola. Ma che modi son mai questi? Da quando Gesù parla così? Da chi ha imparato? Forse ci ha letto nel pensiero… La donna in lacrime si inginocchia dicendo: Signore, aiutami! E Lui, gelido, rispose: non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini (cioè ai “piccoli miscredenti pagani”). Già, quante volte gli apostoli stessi saranno rimasti perplessi da questo suo prodigarsi per i pagani, da questa stima per i cani? E allora perché non gioiscono nel vedere che finalmente la pensa come loro e manda via a calci questa pagana che implora pietà per sua figlia, per una cagnolina? La donna però continua, sa che Gesù non è quello che vuole farle credere. Mia figlia è un cagnolino, è vero. Per questo non ti chiedo altro che di lasciar cadere a terra una briciola di bontà. A questo punto Gesù interrompe la lezione per i suoi, esce dal ruolo d’attore crudele e rientra in sé: donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri. E da quell’istante la figlia fu guarita. E chissà, forse da quell’istante i discepoli cominciarono a pesare pensieri e parole, nel timore che il Maestro li mettesse in pratica…
Mt 15, 21-28