“Il mio padrone tarda”, dice il servo e da quel momento tutto si incrina. Da queste parole sfiduciate inizia a germogliare la negatività. Da uomo che attende, diviene uomo che non attende più nessuno e che poi addirittura conta sul ritardo del padrone. E così l’arrivo del padrone non sarà una gioia ma uno shock, come quello del ladro che viene nella notte, come la gatta che torna e sorprende i topi a ballare… Ma Dio non è un felino né un ladro e nemmeno è in ritardo. Il Nuovo Testamento si conclude con queste parole: Vieni Signore Gesù. Sì, vengo presto!
Mt 24, 42-51