Sembrerebbe molto semplice: la donna peccatrice si guadagna il perdono di Gesù a suon di lacrime, profumo e baci di pentimento. Schema classico: mi pento, supplico perdono, vengo perdonato. Solo dopo chiari segni di ravvedimento la donna viene assolta. I gesti della donna causano il perdono di Gesù. Davanti a tali gesti, Gesù racconta una breve parabola di due debitori di cifre differenti, chiedendo chi dei due amerà di più il padrone se costui condona i debiti ad entrambi. Il fariseo Simone rispose bene: “Colui al quale ha condonato di più”. Nella parabola, il condono del debito causa l’amore riconoscente del debitore. Non troviamo nessuno che supplica, piange e implora pietà. Qualcosa non torna: come sta interpretando Gesù i gesti d’amore della donna? Sono richiesta di perdono o riconoscenza per un perdono già ricevuto? E’ il pentimento che causa il perdono o il perdono che causa il pentimento?
Lc 7, 36-50
