Vita da pubblicano, da collaborazionista col potere avverso, vita di chi, tenendo il piede in due scarpe, non ha il coraggio di decidere. Vita da prostituta, vita di chi, alla fin fine, ha un solo unico criterio di scelta: stare con chi mi dà di più ora. Il resto non conta. Chi è così – e lo siamo un po’ tutti – non ha voglia di andare a lavorare nella vigna, non ha voglia di scendere nella propria interiorità, non ha voglia di lasciarsi lavorare dalla forza della Bontà di Dio. Teme di far fatica, ha paura. Ma poi si pente e ci va. Va nella vigna, entra in se stesso, si fida del lavoro del vignaiolo, non ne ha più paura e così la sua vita si illumina di nuovo. I pubblicani e le prostitute vi passano davanti nel regno di Dio.
Mt 21, 28-32