Provocazioni

A grandi proclami di fedeltà, Gesù risponde con forti provocazioni. Lascia che i morti seppelliscano i morti, tu annuncia il regno di Dio. Non aspettare la pensione per “fare un po’ di bene” né di vincere al lotto per fare l’elemosina. E’ adesso che lo dobbiamo seguire, oggi. Il Vangelo non si vive “dopo”, quando i problemi sono risolti e i morti sepolti. Il Vangelo è ora, è dentro la vita, in questo istante. Se credi di seguire Gesù nel dopolavoro, andrà a finire che lo seguirai nel dopovita: i morti seppelliscono i morti. E ancora un altro gli disse: Ti seguirò, però prima lascia che mi congedi da quelli di casa. Lascia che io abbia il consenso di tutti per vivere il Vangelo. Ma nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio. Se, in accordo con Gesù, hai individuato i passi da compiere, falli!

Lc 9, 57-62

 

PS spesso crediamo che una scelta, anche se fatta contro il parere di tutti, sia giusta solo perché la percepiamo giusta in coscienza. Se così fosse, tutto sarebbe legittimo, persino compiere ciò che fa male all’altro! Una scelta in coscienza sarà giusta solo se la coscienza stessa è giusta. In altre parole: la coscienza va ascoltata certo, ma se è abitata da Gesù, alimentata da profonda preghiera possibilmente uniti ad altri fratelli. Del resto Gesù fu ucciso da persone che, quella sera, dissero “ho agito in coscienza”. Vero, ma era una coscienza cattiva o, per lo meno, vuota.

Lascia un commento