Sai parlare e insegnare bene, hai centinaia di studenti, e ti presenti in classe scarico, impreparato e deconcentrato? Hai una moglie che ti ama, una fidanzata che ti adora, e ti prendi i tuoi tempi, la lasci in disparte, non le dici quanto è importante per te? Hai una chiesa piena di gente che, nonostante l’età, il maltempo e le fatiche personali, è uscita di casa per la Messa e ti metti a predicare approssimato e sciatto da far scappar la fede ai santi? Hai un Vangelo sulla scrivania, centinaia di siti per meditare la Scrittura, vivi in un paese dove credere in Gesù non ti costa la testa mozzata, e passano giorni e notti prima che tu rivolga al Cielo un pensiero serio? Sei Vescovo di centinaia di preti, superiora di migliaia di suore, leader di movimenti oceanici, e mai ti sei domandato se saresti in grado di condurre la vita che chiedi loro? Cosa mai deve succedere perché ci accorgiamo del valore che abbiamo nelle mani, nel cuore, negli occhi di chi è vicino a noi, di chi ha affidato a noi sé stesso? Dobbiamo proprio perderli, gli altri, per accorgerci di quanto valevano? Toglietegli dunque il talento e datelo a chi ne ha dieci. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Mt 25, 14-30