Gesù Cristo Re dell’Universo

E’ inutile, non riusciamo a separare l’idea di re da quella di potere, comando, giudizio. Non ci sorprende dunque che il Vangelo scelto per questa festa sia quello comunemente chiamato “il giudizio universale”, una sorta di maxi processo che ci sarà alla fine dei tempi e che vedrà Gesù-Re seduto sul trono di giudice. Inutile dire che questa di Gesù è una sorta di parabola apocalittica, di trasposizione temporale di ciò che avviene in realtà fuori dal tempo e quindi alla radice di ogni istante di vita. Un testo di Vangelo incredibilmente bello ma, per questa festa, forse fuorviante: Gesù Cristo Re dell’Universo significa solo che Gesù giudicherà tutto e tutti? Se fosse invece la festa della contemplazione dell’amore cosmico di Cristo? Questo Gesù uomo-Dio in costante connessione con tutte le creature, da quelle del regno minerale a quelle dei regni angelici. L’energia che si sprigionava dal suo cuore, dal suo io profondo, era tale che lo manteneva in dialogo totale e costante con il cosmo intero. Gli atomi e le stelle, gli insetti e le persone, i vivi e i morti, tutto era in connessione con Gesù di Nazaret nel quale abitava la forza del Cristo. Allora leggiamoci le pagine più “cosmiche” dei Vangeli! Gesù che cammina sull’acqua del lago o che parla e sgrida il vento e la burrasca. Gesù che ordina ai batteri delle malattie di regredire o al cuore dei morti di riprendere il battito. Gesù che allontana gli spiriti dannosi o che dialoga con Elia e Mosè. Tempeste di sabbia che oscurano il cielo mentre Gesù agonizza sulla croce o la terra che si scuote in terremoto appena muore. E noi? Voi farete cose più grandi di queste, dice Gesù. Ma ci crediamo? La nostra è una preghiera così profonda da essere in connessione con le creature? Siamo signori del creato con Cristo: il creato è specchio delle nostre anime. Se siamo caotici, disconnessi e autocentrati, come potremo lamentarci dei capricci del clima e della follia delle creature? Perché mai il creato dovrebbe essere migliore di noi che siamo le creature più divine?

Mt 25, 31-46

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