Chi lo chiama “terzo occhio”, chi la chiama “interiorità” o altro ancora: ogni percorso spirituale, ogni scuola di profonda preghiera, porta chi la pratica a “vedere” oltre la materia, ad accorgersi che la vita è assai più ampia di ciò che percepiscono i cinque sensi. Non basta la somma di scritture sacre e dottrine. Non basta nemmeno la testimonianza di altri. Se i tuoi occhi interiori restano chiusi, non vedrai. E la fede non è un dono che alcuni hanno e altri no. La fede l’hanno tutti, ma non tutti lo sanno. Gli occhi interiori li hanno tutti, ma alcuni non li aprono, lenti di cuore a credere… Solo lo stare con Lui lo rende visibile. “Resta con noi!”, gli dissero quella sera. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Non l’avessero invitato alla locanda, avrebbe proseguito da solo il suo cammino.
