In cammino!

Non subiremo questo testo, divenuto spesso un invito alla passività davanti al male. Interpretato alla lettera, nei secoli ha generato mostri di masochismo spirituale  che – se non fosse che è risorto – farebbero rivoltare Gesù nella tomba! Cosa avrà voluto davvero dire il Maestro? Cosa avrà voluto trasmetterci Matteo, dopo anni, in una lingua non sua né nostra? Fortuna c’è chi studia. Studiare serve, eccome! “Sappiamo bene che il testo delle beatitudini, anziché un appello alla passività, sarebbe piuttosto da considerare come un invito a mettersi in piedi, a rialzarsi, a mettersi in marcia, nonostante le pesantezze e i dolori che ostacolano il cammino. Beati sarebbe da tradurre, se ci si ricorda del suo substrato semitico, con in cammino, ridando così al testo la sua energia e il suo dinamismo” (J.Y.Leloup). Dunque alzati e cammina, tu che piangi e sei triste. Alzati e cammina, seguimi, tu che non sopporti le ingiustizie e desideri la pace. Non nascondere le tue sofferenze dietro un ipocrita “non è nulla”, dietro una falsa beatitudine. Se piangi, piangi pure! Ma io ti dico che puoi camminare lo stesso. E, camminando, sarai consolato!

Mt 5, 1-12  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C+1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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