L’uomo ascolta la parola e subito l’accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante. Il regno di Dio cresce in noi come un seme, se riusciamo ad essere costanti. Non è quindi fagocitando “esperienze forti” o conferenze spirituali o celebrazioni da capogiro che approfondiremo il nostro legame con lo Spirito. Sarà con i gesti costanti e magari non visti, con una lettura breve ma fedele, una preghiera semplice ma quotidiana o un click puntuale a una “locanda”, che troveremo il nostro personale modo di alimentare l’anima.
