C’era un non so che di divertito nei suoi occhi, ne sono certo. Pareva un bimbo che ha architettato uno scherzo perfetto e, ora, lo scherzo prevedeva che si facesse la domanda: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”. In realtà sapeva bene quello che stava per fare, ma voleva mettere alla prova Filippo, voleva che ci cascasse. E Filippo ci cascò, come caschiamo tutti quando, di fronte ad un problema, parliamo del problema e non della sua possibile soluzione. Teniamo convegni sul “problema della fame nel mondo” anziché organizzare la distribuzione del cibo. “Duecento denari non basterebbero”, disse Filippo. “Questi cinque pani e due pesci non sono nulla”, aggiunse Andrea. Ma il ragazzino che li aveva regalati non approfittò per ripigliarseli, lui non ci cascò. Lui è quella parte di umanità che, se cerca l’ombra di un albero che non c’è, anziché frignare getta un seme. È quella parte di umanità che sa che anche il miracolo più grandioso ha bisogno – sempre – di iniziare da te. L’assenso di quel ragazzo rese possibile lo scherzo più serio del mondo!
