La conoscenza di sé era ormai totale. Negli anni lo scavo era stato profondo e continuo, aveva raggiunto Dio dentro di sé ed era in costante connessione con lui. L’origine della sua certezza non era psicofisica ma veniva dal contatto diretto con la dimensione dello Spirito, quella che lui chiamava Padre, l’origine. Ora sapeva – ne era semplicemente certo – di essere il Cristo, l’incarnazione dell’energia cristica, la forza che consente di superare e unire ogni forza opposta, ogni contrario. Morte e resurrezione, grazia e peccato, inizio e fine. Tutto diveniva uno in lui, alfa e omega del cosmo. Quel giorno, camminando vicino a Cesarèa, gli uscì la domanda: “La gente, chi dice che io sia? E voi?”. E Pietro lo fece sentire confermato. In quell’istante il pescatore era connesso totalmente al Padre non meno di quanto lui lo fosse costantemente. In quell’istante, almeno in quell’istante, Pietro fu Cristo e riconobbe se stesso in Gesù e gli disse: “Tu sei il Cristo”. Poi le acque si richiusero e Pietro tornò in balìa di carne e sangue, canale imperfetto e intermittente dell’energia del Cristo. Una forza che desidera abitare tutti noi e renderci uno con ogni creatura.
acquarello di Alberto B.
