Se non riesco a toccarli nemmeno con un dito, come mai ti carico di questi pesi insopportabili? Se non sostengo la solitudine di un giorno, perché non ti parlo da mesi? Se non sopporto di sentirmi in colpa davanti a Dio, quando libererò la tua coscienza? Se ritengo ingiusto che qualcuno mi critichi, da dove viene il mio giudicarti? Forse credo che tu sia perfetto, che tu possa portare ciò che io non oso sfiorare. Non sei meglio di me. Quando lo capirò, smetterò di invidiarti. Smetterò di chiederti ciò che non mi puoi dare, perché sei come me.
