Se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano? Cioè: la conoscenza del cosmo e delle sue leggi, della natura e dei suoi misteri, ci spingono a pensare e a scoprire Dio presente in ogni cosa e ancor più grande di tutto? Domanda del 50 a.C. valida ancora. Ma chissà, forse oggi l’autore della Sapienza ne farebbe seguire una simile e di verso opposto: “Se ne hanno conosciuto il sovrano e ne hanno predicato l’amore, come mai non hanno amato la natura e ne ignorano la bellezza?”.
