Noi forse avremmo detto che aveva dato poco. Lui disse invece che quella vedova aveva dato tutto. Noi forse noteremmo che il bicchiere è piccolo. Lui osserverebbe invece che è pieno. “Prof ma perché, perché tutti questi morti, tutto questo male, maccheccavolo ma non ci sta proprio…! Come si fa a fermare ‘sta roba?”, esclama la ragazzina nel suo slang da adolescente. “Tu puoi fare poco – le risponde – ma qualcosa puoi: hai il potere di cambiare un pezzo di mondo. Piccolo, molto piccolo, ma questo pezzo puoi cambiarlo tutto! Vieni qui che te lo mostro”. E la ragazzina, accanto al prof, pare ancora più piccola, nella sua tuta larga e nei suoi 147 cm di statura. Lui con l’indice le sfiora la sommità dei capelli raccolti in capo. Con la punta della scarpa urta quella dell’anfibio oversize. “Da qui…a qui: cambia questo pezzo di mondo! Non farti esplodere di rabbia, non appesantire la vita in casa, sorridi, controlla ciò che dici, ama, diventa la luce che sei! Siamo piccoli pezzi di mondo. Se ognuno di noi diventasse di luce, la terra sarebbe un sole”.
