Nessuna novità era prevista, in questa vita che si era rifatto. Dopo le disavventure del passato aveva voltato pagina, cambiato identità. Si era fatto una famiglia e trovato un lavoretto umile ma tranquillo. Quel giorno era uno dei tanti e sarebbe trascorso come sempre, pascolando il gregge di Ietro suo suocero. Fu tra un belato e un sorso d’acqua che l’inaspettato avvenne. Da un non so dove giunse il suo nome, quello di un tempo, quello vero, scandito chiaramente più volte: “Mosè, Mosè!”. Fu allora che vide l’invisibile, vide realtà fisica e spirituale insieme, come due foto in dissolvenza una sull’altra. L’arbusto fiorito era lì, ma la realtà di fiamma divina lo avvolgeva senza incenerirlo. “Togliti i sandali, perché il luogo dove stai è suolo santo!”, gli disse la voce dalle fiamme. Fu allora, fu da quel roveto ardente, che colse la presenza santa di Dio in ogni cosa, in ogni evento, in ogni atomo di terra e ogni pensiero. Si accorse di camminare su bracieri ardenti. Perché da quel giorno iniziò a vedere Dio: tutto ardeva avvolto nel suo amore.
Es 3, 1-8.13-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Es+3%2C+1-8.13-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1