La presunzione di essere giusti è ben diversa dall’esserlo davvero. Essa non sta in piedi da sé e va continuamente sostenuta e puntellata con confronti. Più gli altri sono ingiusti e difettosi, più rafforzata sarà la giustizia e la santità di chi si presume giusto. Da qui nasce il bisogno costante di disprezzare gli altri e consumare minuti di vita elencando i loro difetti. Usando invece lo stesso tempo per un’intima preghiera anziché un’intima presunzione, si viene giustificati (fatti giusti) dalla forza di Dio che – si sa – sta in piedi da solo!