A lui riusciva tutto meglio in Galilea, senza sforzi. Questo funzionario del re lo raggiunge a Cana, dove aveva cambiato l’acqua in vino. E, da Cana, Gesù gli guarisce il figlio malato a Cafarnao. E quell’uomo poi verifica e riconosce la coincidenza di orari tra le parole di Gesù e la guarigione del ragazzo. Tutto sembra sempre scorrere a meraviglia a Cana di Galilea, terra non molto pia. Sembrerebbe davvero che ci siano dei luoghi che favoriscono la nostra connessione con la Luce di Dio. Sarà per la gente, sarà per la natura, sarà forse per il profumo dell’aria e i bei ricordi che ci evoca. Ognuno di noi ha la sua Cana, il suo luogo dove i miracoli avvengono subito e la preghiera è potente e la parola è sicura. Ognuno di noi ha il suo ambiente ideale, le sue condizioni favorevoli di luce. Chi ne diffonde di più tra i borghesi spocchiosi, chi tra i vecchietti soli. Chi evangelizza stranieri e chi rinforza vescovi. Ma tutti, nessuno escluso, tutti abbiamo la nostra Cana, la nostra terra fertile, l’ambiente dove gli incontri e i miracoli ci vengono facili come un bicchiere di vino.