Tirarsi fuori, riuscire a compiere quel salto che possa dare un nuovo inizio, ascoltare quell’intuizione profonda che ti dia il via. Il maestro di Galilea lo chiamava passare dalla morte alla vita. Non vivere più come morti dentro, con quella tristezza sorda nel cuore, con quell’insoddisfazione che diventa rabbia latente, con quel bisogno continuo di fare, girare, drogarsi, distrarsi di apericena e camparini, vuoti come le bolle che bevi. Basta. “I morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno”. Tutti la udranno, alcuni la ascolteranno e dunque vivranno. Ascolta nel profondo.