
In principio Dio disse: “Sia la luce!”. Dunque ‘in principio era il Fuoco, e il Fuoco era presso Dio e il Fuoco era Dio’, potremmo dire parafrasando Giovanni, che ci insegna che Dio è amore, fuoco e calore. La veglia che celebra la resurrezione non inizia forse con un fuoco? Non è un cero infuocato ciò che illumina le tenebre della chiesa buia al grido di “Lumen Christi”? Dio è fuoco. Chi non arde d’amore si brucia al suo passaggio. Sta scritto anche che in Lui era la vita e che si fece carne ed è dall’acqua che nasce ogni vivente. E Dio ordinò all’acqua di partorir la terra e separò le acque e chiamò l’asciutto terra. E l’uomo Adàm, fatto di terra Adamà, ha bisogno di chi lo faccia nascere e rinascere e lo tiri fuori dai guai in cui sprofonda e si inabissa. Per questo Gesù disse che avrebbe fatto di noi dei pescatori di uomini, capaci di ridarci vita l’un l’altro tirandoci all’asciutto. E’ Pasqua, è ‘passare’, ogni volta che si attraversano e si fanno attraversare gioie e dolori, vita e morte, camminando sull’acqua con un fuoco in cuore.