Esiliato a Pathmos, il vecchio apostolo Giovanni trasforma la prigionia in una lunga silenziosa profonda meditazione. Scrive per noi ciò che vede quando, il corpo immobile, l’anima vola lontano: L’angelo mi trasportò in spirito su un monte grande e alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme. Eccola bellissima ed incantata, luccicante di gemme e preziosissima ma… in essa non vidi alcun tempio. Come si può immaginare Gerusalemme senza tempio? Ne occupava un terzo della superficie, tutto ruotava attorno al culto e ai riti. Impossibile che manchi! Infatti il Signore Dio e l’Agnello sono il suo tempio. Non vi è più un tempio che contiene Dio, ma è Dio che contiene la città. Dio è il tempio in cui tutto esiste. Tutto è in Dio. Tutto si muove in Dio. Oh certo, esisteranno sempre dei templi, ma per aiutarci ad ascoltare Dio, non per contenerlo. Esisteranno sempre nella nostra giornata dei minuti consacrati alla preghiera silenziosa, ma per ritrovar Dio dentro di noi e ricordarci che ogni gesto si muove in Lui.
Ap 21, 10-14.22-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Ap+21%2C+10-14.22-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
Foto: Arcabàs, la città