Come insalata

imageNon ti sopporto più! – gli disse estraendo di tasca una banconota – prendi questa ma non suonare! E lo zingaro scese dalla metro col suo violino stonato, ferito nella dignità già malmessa, mentre il milanese sorrideva, cercando consenso tra i muti. Vendimi la tua vigna! – diceva re Acab al suo vicino Nabot – ne farò un orto. Te la pagherò bene, ma per distruggerla. Rilevo la tua azienda, ma per chiuderla eliminando un concorrente. Ti faccio avanzare di carriera, ma per disfarmi di te. Ti pago l’indennità di senzatetto, se però non ti fai vedere nel centro di Londra. Perché mi interesso a te, ma non mi interessi tu. Ma Nabot – ogni Nabot di ogni tempo – non vuole soldi, vuole ascolto. Vuole l’onore che il re beva il vino della sua vigna, non che ci pianti insalata pagando. Perché Nabot – e tutti siamo Nabot – vive di stima, non di indennizzi.

1Re 21, 1-16  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1Re+21%2C+1-16++&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

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