Non ero così. Un tempo ero tutto uno spigolo. Chi mi avvicinava si pungeva, alcuni si ferivano. Mi ammiravano, certo, perché ero forte e roccioso, ma rimanevano lontani. Quando volevano riposare e sedersi, non era da me che andavano. Fu l’acqua a smussarmi, a rendermi liscio, rotondo, buono. Sono la stessa roccia di prima, non sono diventato altro. Ma ora non mi temono più e i bimbi giocano a scivolare sulla mia schiena, le ragazze si sdraiano su di me a prendere il sole. Chi mi vede mi vuole abbracciare, nemmeno si rende conto della mia immensa forza. Mi carezzano. Sono state le piene a rendermi così, sono stati i secoli e i millenni e milioni di anni e di vite in cui sono rimasto fermo pur sommerso negli abissi. Sentivo passarmi sopra il capo tutto e tutti, le correnti e le altre rocce mi urtavano e ferivano, mi rotolavano sempre più giù. Ma ho preso la vita così come veniva, mi sono lasciato levigare. Lo stesso vale per voi uomini, ogni volta che vi immergete nella corrente della vita e della preghiera, gioendo. Ora et labora et noli contristari.
festa di S. Benedetto monaco
vedi anche https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2015/07/11/ora-et-labora-et/