Dalla consapevolezza, ecco da dove partire. La consapevolezza di ciò che davvero desidero per me. Essere cosciente di quanto la mia anima mi chiede. Conoscere i capricci che il bambino che vive in me sta facendo, sapermi fermare ad ascoltarlo. Saranno tutti capricci da zittire? Se fossero reali bisogni che esprime come può? E, se non ascolterò né la mia anima né il mio io-bambino, inizierà ad urlare il corpo. Chissà se tutti i mali e i disturbi che abbiamo sono solo dei guasti tecnici, dei bulloni da stringere e delle guarnizioni da cambiare, come se il corpo non avesse una sua intelligenza e fosse solo una macchina… Se fossero da leggere come ultimi disperati appelli di disagi inascoltati? Se diamo sempre ascolto a tutti, perché non ascoltiamo mai noi stessi? Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.