Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e abbiamo un bello stomaco a vantarcene pure. Hai insegnato nelle nostre piazze, ma noi non abbiamo imparato nulla. Abbiamo continuato a ipernutrire i nostri figli, facendoli scoppiare di grasso e di attenzioni. Non siamo corsi con loro ai quattro angoli della terra, a oriente e occidente, a settentrione e mezzogiorno, ad incontrare gli ultimi, che per te saranno sempre i primi. E li vedremo con te seduti a mensa nel regno di Dio e saremo a disagio. Allora ci sentiremo noi quelli diversi, come cacciati fuori. Ah che fatica, alcuni giorni, ad accettare il colore della mia pelle! Quanto imbarazzanti mi erano le scarpe e la camicia, camminando in un mercato di poveri seduti in terra, che mi guardavano mansueti e muti, sorridendo. Non so di dove sei – sembravano dirmi – e anch’io me lo chiedevo.