Capelli, stanno sempre a parlare dei capelli! Le ragazze, certo, ma anche le Scritture di oggi. Chi faceva voto di nazireato si impegnava a non passar rasoio sulla testa. Sansone e Giovanni Battista, entrambi bambini donati da Dio a coppie sterili, erano nazirei a vita. I loro capelli erano un segno: il dono divino non ha bisogno di miglioramenti, non va toccato. Ogni cultura e religione parla attraverso i capelli. I monaci se li radono, le suore cristiane e le donne musulmane li velano e le ragazze africane li intrecciano sul capo in bellissimi disegni simbolici. C’è poi chi li lascia crescere annodati in mille dreads, come alcuni credenti discepoli di Ras Tafari, imitati dai nostri ragazzini, che ‘si fanno i rasta’ mentre i loro compagni preferiscono la ‘rasata’, un ciuffo fuxia o le extension. Anche se con quei capelli esprimono tutt’altro che un voto, portiamo pazienza: Sansone perse ogni voglia di vivere proprio quando gli tagliarono quei suoi impossibili ‘rasta’. E poi siamo in Avvento: pensiamo a Giovanni Battista, alla sua testa (nel senso di capelli) e a sua madre che non poteva nemmeno dirgli “tagliali”.
Gdc 13, 2-7. 24-25 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gdc+13%2C+2-7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
foto Anna S.