Te ne stai tranquillo a prua, a goderti l’aria che ti sfiora o a poppa guardando i gabbiani che inseguono la nave e pescano nella sua scia bianca. Appoggi la mano alla sponda e senti una vibrazione sorda e continua. Allora tendi l’orecchio e avverti un rumore di fondo. Quando entri in coperta, mentre mangi o parli con gli amici, ad ogni istante ti accorgi che c’è, non smette mai. E’ quando scendi le scalette interne e ti cali nel buio verso la sala macchine che ti accorgi del motore: è lui che spinge tutta quella massa, ininterrottamente. Quando risali ne sei più consapevole: agisce anche ora, ti dici. Così è Dio. Il Padre mio agisce anche ora.