Come uno che si finge clandestino con in tasca il passaporto, li punzecchiava sapendo di avere le carte in regola. Metteva in dubbio la necessità di qualità che lui stesso sapeva di avere. Dicevano che il Messia avrebbe dovuto essere un discendente di Davide e lui, che lo era davvero, contestava questa affermazione. “Davide chiama il Messia ‘Signore’, dunque da dove risulta che è suo figlio?”. Se solo avesse ricordato loro di essere figlio di Giuseppe di Betlemme, della stirpe di Davide, l’avrebbero guardato e ascoltato con animo diverso. Ma ad ascoltarlo volentieri era la numerosa folla, che finalmente aveva trovato un uomo a cui non interessava piacere ai superiori ma esser libero e vero. Semplicemente figlio dell’uomo.