L’incarico lo dobbiamo accettare, è codardo ogni rifiuto. Siamo stati messi a capo, per dare cibo a tempo debito. E acqua e vestito e cure e sorrisi, diritti e istruzione. L’Altissimo ci considera suoi fidati e prudenti collaboratori per la distribuzione dei beni della terra. E noi, per tutta risposta, prima di pranzare a dismisura respingiamo cortesemente la nomina con simili preghierine: “Grazie Signore per questo cibo, danne a chi non ne ha”. Ma… non dovremmo farlo noi?
5 anni fa moriva Carlo Maria Martini. La sua dolce paternità non è terminata allora, ma continua in altra forma invisibile agli occhi ma non all’anima.