Confondendo la parità con l’uguaglianza, avremmo fatto 8:3 consegnando 2,666 talenti a ciascun servo. Ognuno invece ha la sua capacità e ciò che conta è giocarsela per crescere. Chi lo farà sarà nell’abbondanza. Chi vorrà capire, capirà sempre di più. Chi vorrà ascoltare, ascolterà sempre di più. E aprirà gli occhi e vedrà i bisogni, intuirà i sentimenti, prevederà le scelte. Chi invece non ha voglia di giocarsi la vita, perderà anche quella di respirare.